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Invariante / Architettura e comunicazione visiva
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Progetto di interni
Milano, 2022-2023
Il progetto di un interno domestico in un edificio milanese dei primi anni Cinquanta situato a pochi passi da San'Ambrogio, diventa occasione per ridefinire i tempi e i modi dell'abitare.
Anziché riconfermare la suddivisione delle stanze esistenti, definite da partizioni murarie opache e ordinarie, si è preferito sviluppare una diversa modalità di organizzare le superfici disponibili, introducendo successioni di quinte e divisori permeabili.
Arredi bifacciali, aperture, nicchie, fessure, sopraluce di varie dimensioni, ante apribili a battente in legno, laccate o a vetri, danno vita a una sequenza di ambienti intercomunicanti, ridefinibili e separabili in relazione alle circostanze. Più che una casa sottomessa a una rigida compartimentazione delle funzioni, è stata concepita una fluida articolazione di modi di stare, conviviali o riservati, a cui corrispondono prospettive che possono enfatizzare l'intera ampiezza dello spazio oppure preservarne l'intimità.
Questa oscillazione tra riservatezza e vita in comune portano con sé il ricordo della casa all'italiana nel secondo dopoguerra, quando l'ospitalità cominciava a conoscere una nuova stagione, fatta di estroversione e di versatilità, senza tuttavia smarrire i temi più peculiari dell'abitare nel nostro paese, traducibili con quel sottile insieme di rituali, di cerimonialità e di conservazione dell'intimità.






Scrive Carla Rizzo su Domus: "Dietro il disegno di una pianta apparentemente ordinaria si svolge in realtà un sapiente gioco di sequenze spaziali che si anima specialmente nel fronte delle zone giorno, dove un sistema complesso di boiseries e arredi fissi fa da fondale prima al soggiorno, poi alla sala da pranzo, e infine allo studio. Si crea un labirintico sistema di librerie e armadiature, costantemente punteggiate da fenditure, studiate ad hoc per diventare piccole nicchie porta oggetti, per accogliere i punti luce - trasformati in vere e proprie lanterne luminose inglobate all’interno dell’apparecchiatura lignea - o, come essenziali sottrazioni di uno o più moduli, per lasciar fluire la luce naturale in tutto l’appartamento.
Ad accentuare la continuità dei flussi spaziali sono proprio le porte che separano i diversi ambienti, ognuna diversa dall’altra e spesso arricchite da importanti sopraluce. Indipendentemente dalla loro matericità più o meno accentuata, non sono mai davvero concepite come chiusure, quanto piuttosto come punti di contatto e dilatazione di uno spazio verso l’altro, sofisticate interpretazioni del limen domestico.
Le zone notte, sul fronte opposto dell’appartamento, conservano al contrario una forte dimensione di riservatezza, estremizzata dalla presenza oggi quasi anacronistica del corridoio, che in questo caso ritrova la dignità di vera infrastruttura della casa, garante di privacy e intimità, ma ugualmente partecipe di quel gioco di micro aperture, funzionali o luminose, che sono rintracciabili ovunque negli ambienti diurni e pubblici.
Un progetto, dunque, dove l’unitarietà che guida le scelte spaziali è leggibile proprio nella loro estrema varietà, e dove lo spazio stesso è costantemente soggetto a dinamismo e sorpresa."

























Localizzazione
Milano
Committente
Privato
Superficie del lotto
120,00 mq
Cronologia progetto
2022-2023
Costruzione
2023
Progetto architettonico e direzione lavori
Davide Pagliarini
Collaboratori
Luca Bosco
Progettazione impianti meccanici
Erolando Barcella
Giorgio Locatelli
Progettazione impianti elettrici
Clivati
Impresa edile
Paolo Rota
Impianti meccanici
IS Impianti
Impianti elettrici
Clivati
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3C Serramenti
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Luca Bosco
Davide Pagliarini